« London calling at the top of the dial
After all this, won't you give me a smile?
I never felt so much a' like »
| How to make a Hipatya |
| Ingredients: 1 part competetiveness 5 parts humour 5 parts ego |
| Method: Add to a cocktail shaker and mix vigorously. Add a little cocktail umbrella and a dash of wisdom |
"Sei andato a scuola?Sai contare?""Come contare?""Come contare?1,2,3,4,sai contare?""Si,so contare""Sai camminare?""So camminare""E contare e camminare insieme lo sai fare?""Si!Penso di si!""Allora forza!Conta e cammina!dai... 1,2,3,4,5,6,7,8...""Dove stiamo andando?""Forza!Conta e cammina!9... 90,91,92,93,94,95,96,97,98,99 e 100!Lo sai chi ci abita qua?A?U zù Tanu ci abita qua!!""Cento passi ci sono da casa nostra,cento passi!"
(tratto dal film "I cento passi" di M.T.Giordana)
Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare
Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato
Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un'ideale ti porterà dolore.
Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito, alle elezioni si era candidato
Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchè venne ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non è servito, gli amici disperati non l'hanno più trovato
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno Stato
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!(x 2 volte)
E guardatelo, quel film.
Hipatya
Quando reciti, è come essere smembrata in tanti pezzi, piccoli o grandi, ed essere posta lì, davanti agli occhi di un pubblico chiamato a scegliere quale cosa di te può piacergli di più.
Oh, ma non fraitendete, non c'è mica sangue né pezzi di ossa o cose macabre simili, no no: è tutto molto asettico, molto pallido, molto sfumato. Ci sei tu, e le tue diverse parti, che concorrono a formare te, parlano.
Non parlano con le parole, ovviamente, né con gli occhi o coi gesti: parlano un linguaggio che non si può descrivere né imparare, poichè tutti quanti lo possediamo già dentro di noi, in uno strato talmente profondo della nostra anima che si fatica, oh se si fatica a farlo riemergere.
Però, anche non volendo, davanti a un pubblico tu, il tuo corpo smembrato, parla.
Lo fa anche se non ne è capace, anche se comunica in modalità che gli spettatori non recepiscono subito, o magari è così abituato a non parlare in quell'insolito linguaggio che ci vorrà fatica prima che riesca a costruire un vero discorso, e il pubblico non capirà subito.
Fischierà, magari. Applaudirà meno, stancamente, prima d'andarsene a casa.
Forse non gli piaceranno le parti di te che, a pezzi, stanno lì sul palcoscenico.
Però tornerà la volta dopo, e imparerà che quel tuo modo approssimativo e sbagliato di comunicare è proprio così, non si sfugge, e se vuole capire qualcosa, imparerà a comprendere quello che vuoi dire.
Anche se è difficile, difficilissimo. Anche se coordinare tutti i pezzi del tuo corpo quando non sono uniti è un'impresa che definirei quasi titanica.
Ma è bellissimo. E' fenomenale. E' la cosa più bella del mondo. E' un quadro che vive. E' la realtà nella realtà, come il gioco delle scatole cinesi.
Quando reciti è bellissimo.
Dicono tante banalità sul genere, dicono che smetti di essere te stesso e diventi un'altra persona, ma io non credo che sia così: credo che sia, invece, smembrarsi in tante singole parti e con queste chiedere l'attenzione del pubblico.
I tuoi occhi, la tua bocca, le tue mani, le tue gambe. Tutti esseri a se stanti, e tu sei diviso in tutti loro, e ovviamente devi controllarli affinchè il pubblico possa capire quello che dicono.
Recitare è bellissimo. E' la vita stretta di una clessidra, e dall'altro lato hai da una parte la massima concentrazione, dall'altra il rilassamento.
Concentrazione perchè devi dire al pubblico ciò che sei, e devono farlo tutte le parti di te.
Rilassamento perchè è così difficile parlare il linguaggio del corpo che puoi farlo solo se non tieni imbrigliato in te stesso tutte le emozioni.
Questa è la cosa più fantastica, più celestiale e immensa del mondo.
Per soli due minuti di scena, per un applauso, pensa te. Per venire subito dimenticato, ti fai tagliare a pezzi come un foglio di carta.
E questo è bellissimo. Recitare è bellissimo. Quando reciti è bellissimo.
E non si è mai visto un attore che, di riflesso, non acquisti un briciolo di quella ineffabile bellezza e superiorità, come se, per i due minuti della rappresentazione o della sua battuta, lui stesso appartenesse a un altro mondo.
(Per la serie A volte ritornano.
Non so nemmeno perchè, in questa giornata di sole, abbia avuto voglia di scrivere questa cosa. Forse mi sto innamorando, forse no. Forse è colpa dei libri di Murakami, forse dell'Agnese che va a morire di Renata Viganò, forse di queste cose tutte insieme.
Fatto sta che, se non mi liberavo di questa cosa e non la scrivevo, non sarei riuscita a respirare con tranquillità).
"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che io ho mai visto. E dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo. (...) Non sono spaventato: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato. Va bene, mi dicevo, succede anche questo: uno dei tanti bischeri che vengono a galla, poi andrà a fondo. Ma adesso sono davvero impressionato, anche se la mia preoccupazione è molto mitigata dalla mia anagrafe. Che vuole, alla mia età preoccuparsi per i rischi del futuro fa quasi ridere. (...) È strano: io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione: tutt'al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino. Però tutte queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile".
(Indro Montanelli, intervista a Repubblica, 26 marzo 2001)
Perchè ogni tanto leggere il blog di Travaglio fa bene.
E comunque sia, per fortuna che c'è Nonciclopedia che mi tira su, altrimenti qui l'espatrio sarebbe stato inevitabile.
Old pirates, yes, they rob i;
Sold I to the merchant ships,
Minutes after they took i
From the bottomless pit.
But my hand was made strong
By the and of the almighty.
We forward in this generation
Triumphantly.
Wont you help to sing
These songs of freedom? -
cause all I ever have:
Redemption songs;
Redemption songs.
Emancipate yourselves from mental slavery;
None but ourselves can free our minds.
Have no fear for atomic energy,
cause none of them can stop the time.
How long shall they kill our prophets,
While we stand aside and look? ooh!
Some say its just a part of it:
Weve got to fulfil de book.
Wont you help to sing
These songs of freedom? -
cause all I ever have:
Redemption songs;
Redemption songs;
Redemption songs.
Emancipate yourselves from mental slavery;
None but ourselves can free our mind.
Wo! have no fear for atomic energy,
cause none of them-a can-a stop-a the time.
How long shall they kill our prophets,
While we stand aside and look?
Yes, some say its just a part of it:
Weve got to fulfil de book.
Wont you help to sing
These songs of freedom? -
cause all I ever had:
Redemption songs -
All I ever had:
Redemption songs:
These songs of freedom,
Songs of freedom.
Bob Marley.
HipatyaCi prostriamo e adoriamo la Chia per la cosa intelligentissima che mi ha passato.
Leggi qui!
E questo sì che è un intervento serio, VERO, intelligente, ironico senza passare per semplice propaganda. Questa è libertà. Questa è una riflessione che andrebbe stampata a caratteri cubitali e recapitata sulla scrivania di quei quattro visionari egoisti che millantano di moratorie sull'aborto -a proposito, si torna beatamente agli anni '40, ai ferri da calza e alle ruote di bicicletta?!? Vedere Il Segreto di Vera Drake per credere.
Mpf.
Vostra moralista laica agnostica cosmopolita lagnosa Ele.

E...
amaro lucano, vino, Bailey's, Artic alla pesca.
E la mezzanotte svenuta,
e Chelsea Dagger mentre vomitavo più morta che viva,
e i casini vari,
e 4 vestite anni '60 su venti persone semisconosciute,
e sensi di colpa, sensi di colpa, sensi di colpa,
e maledetto Bailey's
e "Il caffè NO! Ti prego il caffè no, mi fa vomitare solo l'odore, il caffè no!"
e "Ele ma tu devi vomitare"
e altri sensi di colpa,
e il vestito del'77 da Joan Baez,
e le 2.30
e "farsi compatire"
e la mia migliore amica che fa la prima grossa strepitosa stronzata dell'anno,
e il deliquio,
e i ricordi-flash,
ancora Chelsea Dagger mentre svuoto lo stomaco.
E che nessuno mi parli mai più del mio ultimo Capodanno da minorenne.
That's the story of the Hurricane
but it won't be over 'til they clear his name
and give him back the time he's done put is a prison cell,
but one time he could-a been the champion of the world!
Natale con Bob Dylan (di cui sopra), Janis Joplin, Arthur Schopenhauer e pure Lyra Belacqua. Meglio di così!
Mi hanno regalato Desire, album di Dylan del'75, il Greatest Hits di Dea Janis (quando ho scartato la confezione ho cacciato un urlo di gioia che devono aver sentito anche in Australia), L'arte di essere felici del padre del pessimismo e La Lama Sottile, secondo libro della trilogia Queste oscure materie di Philip Pullmann -io voglio sposare quell'uomo!
Ho visto il film de La Bussola d'Oro esattamente ieri sera e, delusioni cocenti a parte, adoro sempre più questa saga. Perchè è un altro di quei famosi libri per bambini non per bambini, perchè è anticlericale da morire, perchè fa riflettere su un tema piuttosto spinoso, ovvero il libero arbitrio, perchè è stato difficile trasformarlo nel solito polpettone buonisentimentifeliciecontenti infarcito di spirito natalizio, come invece era accaduto con Narnia.
Perchè è Natale, insomma, e basta sognare una saga dispersa nei ghiacci del Nord per assaporare un briciolo di felicità sognante. E desiderare di scrivere qualcosa che sia solo lontanamente bello.
Comincio a pensare seriamente che, se dovessi scrivere un libro, scriverei un libro per bambini come questi. Per bambini che pensano, non per bimbe che sanno soltanto pettinare le Bratz.
Per passare a del sano consumismo, devo dire che ho ricevuto i regali che aspettavo. Compresi i Ray Ban Wayfarer (gli occhiali dei Blues Brothers, per intenderci): anche lì altro urlo estatico non appena ho aperto la confezione. E una borsa gigantesca della AllStars, che potrò riempire con tutti i cinquecento libri e cianfrusaglie che mi porto sempre dietro.
Poi la mia Giulia, oltre a regalarmi Desire di Bob Dylan, mi ha regalato una splendida Moleskine rossa: è stupenda, penso di amarla già. Ed è spaziosa, posso scriverci senza sentirmi costretta dagli spazi ristretti di una comune agendina!!!
Ho scoperto di saper giocare con dei bambini. Di ridere quando loro ridono, di farmi rallegrare dalla loro allegria.
Ho scoperto questo: Est in vita quasi cum ludas tesseris: si id quod jactu opus erat forte non cecidit, id quod
cecidit arte corrigas.
Cosa vuol dire? Beh, era la dedica per un mio regalo -non dirò quale. Io so cosa vuol dire. Lui lo sa. Insomma, è saggezza di secoli, quei secoli che, nonostante il mio studio da classicista, non riesco ancora ad afferrare come vorrei.
E ora?
Ora c'è da prepararsi per il party '60 '70 '80 a cui parteciperò per Capodanno. Sì, devo scegliere un personaggio di quel trentennio e vestirmi di conseguenza. Sto pensando alla Dea Janis, ovviamente, ma il problema è che ho un'amica che è esattamente uguale a lei e che dunque è provvista del classico vantaggio fisico.
Una personalità anni '60. Chi potrei scegliere??? Aiutatemi, per favore!